Recupero dell’ex area del castello, delle sue pendici e la riconversione dell’edificio scolastico in museo etnoantropologico ed attività ricreative e culturali”.

 

Il senso del progetto è di rendere possibile una realtà con finalità culturali suscettibile di generare economie attraverso il turismo.

Nel caso specifico sono state individuate cinque destinazioni d’uso degli spazi che, a progetto completato dovranno coesistere nell’ambito di una medesima gestione ed offerta:

 

                                                            1) Il “Giardino dei Profumi”

                                                            2) l’area Museale;

                                                            3) l’Auditorium;

                                                            4) l’area bar e bookshop;

                                                            5) la bottega dei Prodotti tipici.

 

Castello di San Piero

 

DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO

 

Dall’analisi del sito, le note storiche relative all’area castellare evidenziano che a San Piero Patti, sorgeva fino alla metà del secolo scorso uno dei più grandi edifici fortificati del comprensorio nebroideo.

Il castello, raccontano alcuni storici era circondato da due grandi Cinta Murarie e collegato al nucleo abitato da un ponte levatoio.

La costruzione, dalle note raccolte, risulterebbe fondata in epoca Sveva sotto Corrado I°.

Oggi dell’immenso edificio non restano che una grande cisterna, una parte delle ciclopiche mura e la base della grande torre di guardia e proprio la valorizzazione di questi elementi fondamentali (assieme a tutta l’area circostante che comprende l’edificio scolastico in disuso)  vuole proporsi come tappa intermediaria per la visita all’entroterra.

Un primo generale richiamo per i progettisti è stato quello riguardante gli aspetti estetici, a conferma della fortissima attenzione per gli aspetti di carattere ambientale, che comprendono anche aspetti di carattere estetico e di impatto sul paesaggio.

Le attività che il progetto propone nascono dall’idea di mantenere l’originario connubio tra il Castello ed il paese.

La dove il maniero rappresentava un punto di riferimento fisico, per l’orientamento e la sicurezza dando così un’identità ai luoghi la nuova area dovrà compendiare l’identità più autentica di San Piero Patti, del suo territorio della sua cultura.

Se l’antica fortificazione fu concentrato delle prerogative del potere il nuovo spazio dovrà saper offrire la materia prima dell’economia di questo secolo, vale a dire informazione e cultura per i residenti e per i visitatori.

Aspetto significativo per la progettazione dell’intero intervento è stato l’accessibilità dell’area anche se le condizioni oggettive non possono essere modificate.

 

Castello di San Piero

 

Il “Giardino dei Profumi”

Sulla scorta di esperienze di successo (Isole di Bressago (CH), Orto di Tanino Guerra (Pennabili  (PS), Kew Gardens (G.B) etc.) che richiamano visitatori da tutto il mondo, l’obbiettivo che si è prefisso il comune è quello   di riorganizzare tutta l’area verde attorno all’edificio, in modo da creare un percorso tra le assenze odorose e non, di tipiche dell’area ad esempio Ginestra, Alloro, Gelsomino, Lavanda , Rosmarino, Corbezzolo, Melograno, Carrubo, Giuggiolo, etc.

Il nome proposto “Giardino dei Profumi”, oltre ad avere un discreto potere evocativo rinvia alla possibilità di dare al visitatore un’esperienza sensoriale particolare.

I livelli di percezione e di fruizione saranno articolati.

 

¨ Sensi: olfatto, vista, tatto (a questo proposito si apre la possibità di offrire un prodotto per i non vedenti che sempre più rappresentano una nicchia di mercato con richieste specifiche):

¨ Informativo: il giardino dovrà raccogliere le essenze tipiche del territorio divenendo così una sintesi del patrimonio botanico di un’area pre parco dei Nebrodi.

¨ Didattico: la botanica come componente delle scienze naturali è come la chiave della comprensione del territorio (mercato scolastico).

 

Il Giardino dei Profumi darà infine l’occasione per il risanamento e la   valorizzazione dell’area castellare con la realizzazione del percorso naturalistico che, evidenziando i ruderi della vecchia Cinta muraria si snoda come in una sorta di percorso ideale che ci conduce tra mille profumi e tra odori di antichi fasti medievali.

 

La riconversione dell’edificio scolastico.

Il fabbricato ha due elevazioni fuori terra, è stato realizzato negli anni 60 ed è costituito da struttura portante in muratura di mattoni pieni irrigidita da cordoli e pilastri in c.a. ed occupa una superficie complessiva di mq. 1200 circa.

L’ipotesi progettuale prevede la sua ristrutturazione ed ha tenuto conto principalmente degli aspetti estetici e funzionali.

Dal punto di vista estetico, l’introduzione di elementi architettonici moderni quali ad esempio le facciate continue o le pareti ventilate, hanno dato carattere e contenuto a degli “anonimi” anche se importanti prospetti, perché l’edificio è sito in un punto totalmente visivo dal punto di vista plani volumetrico inoltre, parti del prospetto pur richiamando l’organismo architettonico del passato danno, attraverso la semplice e lineare composizione dei materiali, sicura testimonianza del proprio tempo.

Dal punto di vista funzionale la pianta dei locali al piano terra, distribuisce gli spazi caratterizzando principalmente due attività: l’Area Didattico-Formativa riguardante la Botanica e l’altra per manifestazioni e spettacoli riguardante l’Auditorium quest’ultimo, strutturalmente in parte di nuova realizzazione, potrà contenere oltre 400 posti e sarà dotato di cabina di regia e proiezione, impianto di condizionamento, quinte mobili e camerini.

Importante dal punto di vista estetico-funzionale risulta la “galleria” che comprende:

hall, reception, area sosta e bar – caffetteria che a completamento e integrazione del “Giardino” e dell’Auditorium risulta particolarmente funzionale.

In particolare la predisposizione dello spazio esterno con l’allestimento di

tavolini faciliterà la realizzazione di eventi  all’aperto nell’ambito della gestione del giardino.

Riguardo la destinazione d’uso degli spazi al piano superiore, questa prevede principalmente l’Area Museale con le sale espositive, il relativo ufficio e la parte riguardante la recettività di servizio e di foresteria che usufruirà anche dei locali sottostanti quali cucina e pranzo.

In particolare l’Area Museale dedicata alla storia del territorio, del costume e degli aspetti etnografici, l’obiettivo è quello di realizzare uno spazio come quello del “Giardino dei Profumi” che sia in grado di garantire esperienze differenti, coerenti con le aspettative dei diversi visitatori.

 

Castello di San Piero