Casella di testo:  
Arancini di riso
 
Arancini di riso al Ragù
 
Cuccìa  (salata)
 
Maccheroni dei Nebrodi
 
 Maccu
 
 'Nfigghiulata
 
 Panzerotti al formaggio
 
 Pasta a Picchiu Pacchiu
 
 Pasta alla Norma
 
 Pasta con la mollica
 
Pasta con la ricotta
 
 Pasta con le sarde
 
 Pasta con le zucchine
 
Pasta ‘ncasciata
 
Sciusceddu
 
 
 * Arancini di riso
 
 
 
 
 
 
 
 Arancini di riso
Ingredienti:
· 1/2 Kg. di riso
· 250 gr. di carne bovina (per il sugo)
· 250 gr. di piselli
· parmigiano
· provola
· uova
· pan grattato
· olio, cipolla 
 
 
Sono fra la specialità siciliane più conosciute in Italia ed il loro successo è meritatissimo. Se cucinati a dovere non accettano confronti con i molti tentativi di imitazione o accostamenti con preparazioni simili, come i supplì. Consumateli pure come alternativa al pasto o come un buon secondo e, se volete, come antipasti o spuntini, ma vi consigliamo di mangiarli ben caldi, anche se non manca chi li preferisce tiepidi o a temperatura ambiente. Se venite in Sicilia per la prima volta e siete su un traghetto attrezzato di un buon bar, non mancate di assaggiarli: mentre sbocconcellate un arancino apprezzerete meglio il panorama di Messina e l'attesa per le bellezze che vi aspettano sull'isola.
Qui vi suggeriamo la ricetta tipica con dosi e ingredienti per quattro persone, ma ovviamente per le quantità dipende dalla vostra capacità di resistere alla gola, mentre per il ripieno diverse possono essere le alternative, a cominciare dal sugo di carne. 
La preparazione degli arancini è abbastanza laboriosa, ma il risultato vi ricompenserà abbondantemente del tempo e della fatica che gli avete dedicato. Lessate dunque mezzo chilo di riso al dente, scolatelo bene e conditelo con abbonanti spolverate di parmigiano o grana grattugiato. A parte preparate un buon sugo di carne utilizzando circa 250 grammi di ottima trita bovina. Al sugo già pronto aggiungete, per il tempo necessario a insaporire, circa 250 grammi di piselli, cotti a parte facendoli rosolare con olio e finissima cipolla. Preparate ogni arancino mettendo nel cavo della mano una palla di riso che schiaccerete al centro per riempire l'incavo con il ragù, a cui dovete aggiungere uno o più dadini di provola o altro formaggio dolce filante. Coprite l'incavo con altro riso e formata una palla ben tonda che passerete nell'uovo e nel pangrattato. Se volete dargli una forma leggermente allungata, a pera, fate pure, ma ricordatevi di proporzionare sempre il ripieno alla quantità e alla forma del riso. Friggete gli arancini in olio abbondante e ben caldo, fino al formarsi di una bella crosticina dorata, scolate su carta assorbente e servite.
Al ragù con i piselli e alla provola filante, essenziali per i più tipici arancini siciliani, se volete,  potete aggiungere qualche piccolo dadino di prosciutto cotto. Volendo, potete preparare il ragù con della buona carne lessata  e tritata grossolanamente e, se vi piace, potete sostituire la carne trita bovina con quella di maiale o con salsiccia fresca. In Sicilia non mancano friggitorie e tavole calde che servono arancini con ripieni a base di ragù e abbondante mozzarella, sugo al tonno, solo formaggio filante e perfino burro, ma la nostra preferenza va decisamente al ripieno di ragù  di carne piselli e provola.
 
                                                                                                                   Stefania e Pietro
* ARANCINI DI RISO AL RAGU'
 
 
 
 
 
 
 
ARANCINI DI RISO AL RAGU'
di Maria Gatto

INGREDIENTI ( per circa 35 arancini)

        * Riso 1 Kg
        * Uova 8
        * Parmigiano q. b.
        * 5-6 etti di carne magra per il sugo
        * 2 litri di salsa di pomodoro
        * 70 gr. di piselli
        * mozzarella o altro formaggio fresco
        * pane grattugiato
        * farina
        * latte
        * sale

GLI ARANCINI DI RISO AL RAGÙ. Lo stuzzicante profumo degli arancini, forse
la più conosciuta specialità della rosticceria isolana, frammisto alle
fresche e salse folate delle Stretto, saluta ogni nuovo visitatore già sulle
navi traghetto che fanno la spola tra Villa S. Giovanni e Messina. E' il
primo saluto, quindi, della Sicilia per chi arriva in auto o col treno, ed
il primo sapore dove si possono riconoscere le seguenti influenze: quella
araba per aver fornito il riso; la francese per il ragout; la spagnola per
il pomodoro; e, prima ancora, la greca per il canestrato fresco, il tenero
formaggio che, a dadini, sarà frammisto alla farcia. Fin dal secolo scorso
gli arancini erano grandi come cocomeri, allorché a friggerli erano i monaci
del Convento dei Benedettini di Catania, come Federico De Roberto ci fa
sapere nel suo romanzo storico I Viceré. Ora la tendenza e di farli sempre
più piccoli.

ECCO LA RICETTA: Preparare un buon sugo di carne. Una volta che la carne è
ben cotta, mentre è ancora calda, si tira fuori dal sugo e riduce a piccoli
pezzettini dopo di che si aggiunge un po' di sugo per avere un ripieno
morbido e gustoso . A parte si fanno cuocere i piselli con un po' di
cipolla, olio e sale, quando sono cotti si mischiano alla carne ( si può
anche non metterli). 

Bollire in acqua, e mai in brodo, il riso salando moderatamente e scolandolo
al dente. Ancora caldo metterlo in una capace terrina e legarlo con tre
delle otto uova sbattute, il sugo necessario per condirlo e abbondante
parmigiano grattugiato. Quando l'impasto è ben amalgamato si lascia
raffreddare tanto quanto basta per poterlo maneggiare. Dopo di che si
incomincia a plasmare nella mano sinistra metà dell'arancino, preparando una
nicchia, al centro della quale metteremo una cucchiaiata del "ragù" sul
quale adageremo un quadratino di mozzarella o altro formaggio tenero.
Un'altra cucchiaiata di riso ricopre tutto e l'arancino viene adesso
plasmato nella sua forma definitiva, stando ben attenti che il "ragù" non
esca fuori. Si prepara una pastella con le restanti cinque uova , un po' di
farina, un po' di latte e sale. A questo punto l'arancino viene passato
nella pastella e, quindi, nel pane grattugiato: così è pronto per la
frittura, che avverrà in una capace pentola con olio bollente dove
galleggerà e acquisterà doratura. Sgocciolare l'olio di frittura e riporre
gli arancini in una teglia (e non servirli subito, come fanno ormai i più),
giacché c'è ancora un'ultima raffinatissima operazione: finissaggio in forno
caldo per la smaltatura e asciugatura, che conferiscono all'arancino tutto
il suo inconfondibile aroma. In onore a Messina, che più di ogni altra
consorella città siciliana ha propagandato l'arancino berremo il rosso Faro,
profumato di zagara d'arance e di bergamotto. 
 
 
                                                                                                                   Maria Gatto
* Cuccìa
 
 
 
 
 
 

 
Cuccìa
Ingredienti:
· frumento
· cereali (grano, granoturco, farro, avena, orzo)
· legumi (ceci, fave, piselli, lenticchie, lupini, cicerchia, fagioli)
· sale, pepe, olio extravergine di oliva
· pecorino o provola dei Nebrodi stagionata.
 
 
E' uno dei piatti della più antica tradizione  e utilizza i  cereali, non sempre di facile reperimento, come base. La versione dolce è ancora comune e non è difficile trovare la ricetta. Assai più rara è invece ormai la versione salata, che qui suggeriamo. Solitamente il vero ingrediente di base è il frumento, mentre il resto costituisce un arricchimento di sapori, per cui la mancanza di qualche ingrediente di quelli consigliati non pregiudica la possibilità di assaporare comunque una buona minestra. 
Legumi e cereali necessitano di ammollo e tempi di cottura diversi che sono di solito ben evidenziati nelle loro confezioni o devono essere appresi in altro modo, anche rapportandoli alla loro particolare qualità. Per quanto riguarda il frumento e gli altri cereali l'ammollo è assai lungo e quindi occorre che la decisione di preparare la cuccìa venga presa già il giorno prima. 
Gli ingredienti vanno messi a lessare in una pentola capace, uno dopo l'altro a partire da quello che richiede maggior tempo di cottura: prima i cereali, grano, granoturco, farro, avena e orzo, e poi i legumi, ceci; fave; piselli; lenticchie, lupini, cicerchia e vari tipi di fagioli. A cottura ultimata si aggiusta il sapore con sale e pepe e si aggiunge a crudo dell'ottimo olio extravergine di oliva. La minestra si insaporisce ulteriormente con una indispensabile e abbondante grattugiata di pecorino o, secondo i gusti, provola dei Nebrodi stagionata. Qualcuno aggiunge a fine cottura anche estratto di pomodoro o pomodoro stufato con cipolla, ma crediamo che sia una forzatura che danneggia il sapore dei cereali e dei legumi cotti insieme.
 
                                                                                                                   Stefania e Pietro
*  Maccheroni dei Nebrodi al sugo di carne
 
 
 
 
 
 
 
Maccheroni dei Nebrodi al sugo di carne
Ingredienti:
 
MACCHERONI
        
· farina di semola di grano duro
· Acqua
· sale
 
 SUGO DI CARNE
 
· salsa di pomodoro      
· polpette di carne bovina(fritte)
· pancetta magra                            
· salsiccia                                            
 
 
I maccheroni della tradizione dei Nebrodi si preparano con farina di semola di grano duro e aggiunta di acqua e sale nelle più consuete modalità e dosi della pasta fresca, ma hanno il loro segreto nella sapienza delle mani che devono sapere come "stirarli". Proprio perché questa abilità va acquisita con un lungo esercizio non è facile prepararli in casa: questo è il primo piatto che vi consigliamo ed è anche il più difficile, ma se perseverate sarete ripagati senz'altro della vostra fatica.
L'impasto, ben lavorato e reso omogeneo, va dapprima allungato come una sorta di spessa cordicella da cui ricavare tanti pezzetti delle dimensioni di un mignolo. Ognuno di tali pezzetti va poi allungato e attorcigliato con le mani intorno a un sottile stelo di giunco lungo 30-40 cm (flessibile ma resistente alla pressione delle mani) fino ad ottenere un filo di pasta di 20-25 cm. I maccheroni, stesi solitamente ad asciugare (almeno un paio d'ore e fino a un paio di giorni) su canovacci o lenzuola, devono essere cotti in abbondante acqua salata. 
Il condimento farà la differenza nel risultato finale e per questo merita la massima cura. Il sugo tradizionale, quello che rende indimenticabile un piatto di maccheroni, viene ormai preparato solamente nelle poche case in cui si conservano vecchie abitudini in cucina. Pochissimi i ristoranti o gli agriturismi dove, se avete la fortuna di capitarci, potrebbero servirvi lo stesso sugo. Esso richiede una lunga cottura e l'utilizzo di alimenti particolari, che non è facile procurarsi se si è lontani da questa regione. Alla salsa di pomodoro aromatizzata al basilico (funziona meglio l'estratto asciugato al sole) vanno aggiunte polpette fritte, nella classica preparazione a base di carne bovina macinata, e pezzetti di pancetta magra e di salsiccia semifresca al finocchietto, ovviamente ottenuti da maiali allevati in modo assolutamente naturale: su questa caratteristica non dovete transigere se volete preparare un buon sugo, dal momento che il sapore dei grassi ne determina la buona riuscita.
 
                                                                                                                   Stefania e Pietro
*  Maccu
 
 
 
 
  
 
 
Maccu 
Ingredienti:
· 800 gr. di fave secche
· Olio extra vergine
 
Variante
· Finocchietto selvatico
· pasta corta
 
      (facoltativo)
 
à peperoncino 
 
 
E' uno dei piatti più tipici che si preparano sui Nebrodi anche se difficilmente si potrà trovare nei menù dei ristoranti. 
Lasciate in ammollo per una notte in acqua tiepida leggermente salata 800 grammi di fave secche. Lessate le fave fino a quando saranno ben cotte e poi scolatele e riducetele ad una purea. Condite con olio extra vergine d'oliva nel piatto prima di gustare. Se volete un gusto più forte potete aggiungere del peperoncino in polvere: la bontà dell'abbinamento è garantito. 
Delle possibili varianti del maccu esiste un'altra versione abbastanza comune, quella con finocchietto. Lessate le fave come detto per la ricetta precedente ma a metà cottura aggiungere due o tre mazzetti di finocchietto selvatico spezzettato. Lessate, preferibilmente a parte, 500 grammi di pasta corta ed a metà cottura aggiungetela scolata alla purea di fave. Quando la pasta è a cottura  e portate a cottura condite con olio extra vergine d'oliva e, se preferite, insaporite ulteriormente con provola grattugiata.
 
                                                                                                                   Stefania e Pietro
*  Nfigghiulata
 
 
 
 
 
 
 
 
'Nfigghiulata
Ingredienti:
· acqua, farina
· lievito, sale
· olio
· fettine di canestrato e provola
· acciughe
· pomodoro pelato 
 
Con la 'nfighhiulata torniamo alle preparazioni più tipiche. Preparate la pasta con acqua, farina lievito e sale e dopo averla fatta lievitare lavoratela ancora aggiungendovi qualche cucchiaio di olio. Tirate poi una sfoglia sottile di forma ovale e disponete al centro fettine di canestrato e di provola, acciughe spezzettate e pomodoro pelato, asciutto e privato dei semi. Arrotolare la sfoglia e disponete il rotolo così ottenuto su una teglia unta di olio, mettendo in forno già caldo a 200 gradi. Dopo circa mezz'ora servite tagliando il rotolo a fette. 
 
                                                                                                                   Stefania e Pietro
*  Panzerotti ai formaggi
 
 
 
 
 
 
 
 
Panzerotti ai formaggi
Ingredienti:
· Farina
· Acqua, sale
· Burro
· pecorino, provola
· bucce di agrumi
· olio d'oliva
· miele 
 
Difficilmente il turista sentirà parlare di panzerotti in Sicilia, dove si usano altri termini per indicare la pasta di pane ripiena e passata in forno o nell'olio, ma questa ricetta quando l'abbiamo provata aveva questo nome  e al lettore la proponiamo così com'era. 
Aggiungete al classico impasto di farina, acqua tiepida e sale, anche  del burro a pezzetti e lasciate riposare la pasta per una mezzora. Con il mattarello tirate una sfoglia sottile, ricavandone poi dei dischi di circa 10 cm di diametro Mescolate a parte in una scodella pecorino, dadini di provola e bucce di agrumi tagliate a pezzettini. Disponete gli ingredienti amalgamati su ogni dischetto, chiudendo lo stesso in modo da formare delle mezzelune che presserete ai bordi con una forchetta. Friggete i panzerotti così preparati in abbondante olio caldo e serviteli dopo averli cosparsi di miele.
 
                                                                                                                   Stefania e Pietro
*  Pasta a picchiu pacchiu
 
 
 
 
 
 
 
 
Pasta a picchiu pacchiu
Ingredienti:
· pasta corta
· pomodori maturi freschi
· sale, aglio, basilico
· peperoncino, olio extra vergine d'oliva
· ricotta al forno o provola stagionata dei Nebrodi
 
E' un'ottima, e facile da preparare, pasta estiva, per la quale vanno utilizzati i più "dolci" pomodori maturi che si riescono a trovare. 
Privati dei semi, i pomodori si tagliano a pezzettini in una insalatiera e si insaporiscono con sale, qualche spicchio d'aglio, basilico, peperoncino in polvere secondo i gusti e sempre dell'ottimo olio extra vergine d'oliva. Mescolato bene con gli altri ingredienti il pomodoro deve essere lasciato a riposare per almeno un'ora. 
Lessata la pasta, del tipo e formato preferito (preferibilmente corta, ma possono andar bene anche spaghetti e bucatini), si unisce al pomodoro nell'insalatiera e va opportunamente servita con abbondante grattugiata di ricotta al forno o provola stagionata dei Nebrodi. 
 
                                                                                                                   Stefania e Pietro
*  Pasta alla Norma
 
 
 
 
 
 
 
 
Pasta alla Norma
Ingredienti:
· melanzane viola
· olio d'oliva
· sugo di pomodoro fresco
· basilico
· ricotta al forno grattugiata 
 
A qualche catanese che dal nome ne rivendica la tipicità alla città etnea va detto che questo piatto appartiene di buon diritto all'intera cucina siciliana, ed è ormai molto diffuso come pratica della cucina quotidiana anche fuori dalla Sicilia. Pur non appartenendo specificatamente alla gastronomia dei Nebrodi in senso stretto intendiamo comunque soffermarci su di esso per almeno due motivi: il primo è che, essendo un piatto di routine per la gente dei Nebrodi, i maccheroni alla Norma, come dicevamo più indietro, sono proposti dalla maggior parte dei ristoratori che da queste parti offrono menù tipici, e il secondo motivo è che essendo un piatto spesso riproposto lontano dalla Sicilia perché apparentemente semplice, qualche consiglio eviterà la delusione di un sapore diverso a quello provato la prima volta.  
Nella riproposizione del piatto riguardo alla pasta si possono indifferentemente utilizzare paste fresche o secche, formati corti (penne, sedani, fusilli, ecc.) o lunghi, secondo i gusti. Vanno invece rigorosamente utilizzate melanzane viola, possibilmente di medie o piccole dimensioni, che come al solito vanno preventivamente affettate (meglio se non più alte di mezzo centimetro) e salate e poi liberate del liquido provocato dalla salatura e asciugate. Friggetele, anche spezzettandole, fino alla classica doratura, evitando assolutamente di farlo in olio diverso da quello di oliva (preferite anzi l'extravergine).
Le melanzane, fritte per bene e insaporite col sale al punto giusto, vanno aggiunte a un buon sugo di pomodoro fresco, ricavato da pomodori sodi e dolci, privati della pelle e dei semi (se potete, evitate l'uso della salsa e, se serve, aggiungete zucchero al sugo). Secondo che vogliate tenere o meno distinti i vari sapori, potete aggiungere le melanzane fritte al sugo qualche minuto prima di spegnere il fuoco o più semplicemente nel piatto, a condimento della pasta. Non dimenticate di aggiungere nei piatti foglie di basilico e, soprattutto, altrimenti non avete preparato la pasta alla Norma ma semplice pasta con melanzane fritte, ricotta al forno grattugiata al momento, preferibilmente dei Nebrodi.
 
                                                                                                                   Stefania e Pietro
*  Pasta con la mollica
 
 
 
 
 
 
Pasta con la mollica
Ingredienti:                                       
· pasta lunga                                                            
· mollica di pane semisecco                                    
· olio extra vergine d'oliva                                      
· sale,pepe
· formaggio grattugiato
 
(facoltativo)
à capperi,acciughe sott'olio
à olive,pinoli,erbe aromatiche
 
Piatto povero per eccellenza, è nondimeno saporito e, soprattutto, rapido. Le sue molte varianti non sono legate solamente ai alle varie località ma anche agli ingredienti a disposizione in un dato momento. Il condimento che, come si intuisce dal nome, è basato sulla mollica che si può ricavare da avanzi di pane può essere arricchito da molti ingredienti, secondo i vostri gusti personali, anche se consigliamo di non esagerare nelle aggiunte per non ottenere risultati deludenti. Per quanto riguarda la mollica raccomandiamo di utilizzare pane semisecco grattugiato e non il pangrattato che viene messo in vendita, troppo fine, adatto per le panature ma che si tosterebbe in pochissimo tempo senza riuscire ad amalgamare i sapori degli altri ingredienti. Per le quantità ognuno può regolarsi secondo le sue preferenze e comunque, dopo qualche prova, ognuno aggiusta questo piatto come meglio crede. 
Per quanto riguarda la pasta è opportuno utilizzare paste lunghe (spaghetti, bucatini, spaghettini, bavette, ecc.) ma non è indispensabile. Nel tempo di lessatura della pasta fate rosolare in una padella la mollica di pane con olio extravergine di oliva, salate e pepate. Unite la pasta, lessata al dente, alla mollica e fate saltare per poco tempo ancora, mescolando per distribuire bene il condimento.  Spolverate infine, in padella o nei piatti, la pasta con il vostro formaggio grattugiato preferito. 
Alla base costituita dalla mollica, se volete, potete aggiungere uno o più ingredienti come capperi, acciughe sott'olio, olive a pezzettini, pinoli, ecc. o erbe aromatiche come origano o finocchietto. E' anche possibile aggiungere direttamente alla mollica il formaggio grattugiato, avendo cura di farlo un poco alla volta per evitare grumi. 
 
                                                                                                                   Stefania e Pietro
*  Pasta con la ricotta
 
 
 
 
 
 
 
Pasta con la ricotta
Ingredienti:
· pasta lunga
· ricotta fresca
· acqua calda
· sale
·  pepe nero
· Olio extra vergine d'oliva 
 
Si tratta di un piatto semplicissimo, ma come tutte le cose semplici deve essere preparato con ingredienti freschissimi e di prima qualità. Mentre lessate la pasta, che si raccomanda lunga tipo spaghetti o linguine, potete preparare il condimento.
Mettete in una insalatiera la ricotta, che deve essere di giornata, morbida ma saporita, e allungatela via via con l'acqua calda della pasta fino a che non avrà raggiunto una dimensione fluida. Aggiungete alla ricotta un pizzico di sale, una grattata di pepe nero (alcuni aggiungono noce moscata o abbonante cannella in polvere) e, se volete, ma non è indispensabile, un cucchiaio di olio extra vergine di oliva. Mescolate per bene nell'insalatiera la pasta scolata e servite, con o senza una grattugiata di formaggio. 
                                                                                             
                                                                                                  Stefania e Pietro
* Pasta con le sarde 
 
 
 
 
 
 
 
Pasta con le sarde 
Ingredienti:
(versione 1)
· 1 mazzetto di finocchietto selvatico
· Salsa di pomodoro
· 500/600 gr. di sarde fresche
· pasta preferibilmente lunga 
 
                             
(versione 2)
· Cipolla
· Filetti d'acciuga
· Finocchietto selvatico
· Sale, pepe
· 50 gr. pinoli tritati
· 1 bustina di zafferano
· 50 g uva passa
 
La pasta con le sarde è un altro piatto tipico della cucina siciliana in genere e dei Nebrodi in particolare, dove comunque si preferisce senz'altro la versione messinese di questo piatto, quella a base di pomodoro. Qui riportiamo comunque due classiche versioni, che potranno ugualmente deliziare il palato del nostro lettore. Per entrambe ingrediente essenziale è comunque il finocchietto selvatico, senza il quale la pasta con le sarde diventa un'altra cosa.
In entrambe le versioni occorre lessare un bel mazzetto di teneri finocchietti nell'acqua di cottura della pasta, che va tenuta a questo scopo da parte. Nella versione messinese occorre preparare nel frattempo una classica buona salsa di pomodoro, possibilmente con l'ortaggio fresco. 
Friggete 5-600 grammi di sarde per quattro persone, dopo averle ovviamente pulite e private della testa, senza per altro averle infarinate. Alcune sarde possono essere aperte e fritte senza lisca. Asciugate le sarde su carta assorbente, diliscatele e privatele delle code e poi fatele a pezzetti, lasciando quelle aperte intatte. Unite alla salsa le sarde a pezzetti, i finocchietti lessati ben triturati e amalgamate i sapori per qualche minuto a fiamma molto bassa.  Nell'acqua di lessatura dei finocchietti mettete a cottura la pasta - preferibilmente lunga, ottimi i bucatini - che condirete con il sugo di pomodoro e sarde, non senza aver prima aggiunto una spruzzata di finocchietto fresco tritato, ottenuto con le parti più tenere che avrete messo da parte prima di lessare il resto. Servite la pasta molto calda, guarnita con qualcuna delle sarde che avete lasciato intatte. Qualcuno aggiunge al sugo del pepe o un pizzico di peperoncino, ma in effetti non ci pare che tali ingredienti aggiungano alcunché di particolare a questo piatto più che sperimentato.
Nell'altra versione il condimento si prepara con ingredienti diversi dal pomodoro ma che fanno ugualmente parte della tradizione siciliana. In un tegame fate soffriggere una cipolla finemente tritata, alla quale aggiungerete poi alcuni filetti d'acciuga dissalati che provvederete a sminuzzare e sciogliere per bene con una forchetta. Unite al soffritto di cipolla le sarde crude diliscate e tagliate a pezzi e il finocchietto lessato ben tritato. Lasciate insaporire per cinque minuti regolando di sale e pepe e unite ora al condimento 50 grammi di pinoli tritati, una bustina di zafferano e 50 grammi di uva passa che in precedenza avrete fatto rinvenire.
Fate finire la cottura delle sarde e nel frattempo nell'acqua dei finocchietti lessate la pasta. Servite il piatto quasi tiepido per assaporare meglio i vari ingredienti. Una versione particolare, abbastanza diffusa prevede l'aggiunta di mollica, da unire alla fine nel soffritto per la classica doratura. Consigliamo anche in queste versioni di cospargere il tutto con una spruzzata di tenero finocchietto fresco tritato.
 
                                                                                                                   Stefania e Pietro
*  Pasta con le zucchine 
 
 
 
 
 
 
 
Pasta con le zucchine 
Ingredienti:
· zucchine
· aglio, sale
· olio, basilico
· prezzemolo fresco
· ricotta al forno grattugiata
 
 
E' una pasta con le zucchine molto particolare quella che vi consigliamo: è molto semplice ma è opportuno che utilizziate le migliori zucchine della stagione, perché il condimento è tutto qui e quindi fa la differenza.
Spuntate e tagliate a pezzettini sottilissimi le zucchine (utilizzate pure il robot da cucina se ciò vi viene più comodo). Mettetele poi in una padella con qualche spicchio d'aglio, salatele e poi stufatele,  utilizzando il loro liquido e un po' di olio. Toglietele dal fuoco quando sono ridotte quasi in poltiglia, non senza aver alzato il gas per colorirle un po', e aggiungete basilico o prezzemolo fresco per profumare.
A parte avrete fatto cuocere la pasta, preferibilmente lunga (spaghetti e linguine vanno benissimo), che va scolata al dente. Aggiungete e amalgamate in padella per qualche minuto la pasta al condimento e nei piatti aggiungete un'abbondante grattugiata di ricotta al forno dei Nebrodi.
 
                                                                                                                   Stefania e Pietro
*  Pasta 'ncasciata
 
 
 
 
 
 
 
Pasta 'ncasciata (o 'ncaciata)
Ingredienti:
· pasta corta o lasagne                            
· carne di maiale magra                            
· grasso di prosciutto o olio d'oliva          
· carota,sedano, cipolla                             
· polpa di pomodoro
· sale e pepe
· formaggio grattugiato
· uova lessate
 
 
E' la più tipica pasta al forno messinese. Nella zona dei Nebrodi si segue in genere la tradizione del capoluogo ma sono tante e tali le varianti che, a parte alcune regole fisse, ognuno può personalizzare questo piatto come vuole, con la certezza che piacerà a tutti, dai grandi ai più piccoli.
La denominazione ‘ncasciata o n’caciata deriva da cacio e si riferisce al largo uso che si fa del formaggio in questo piatto, soprattutto come aggiunta finale prima di mettere in forno a gratinare. Importante è il tipo di pasta che si utilizza, in genere e preferibilmente formati corti ma qualcuno non disdegna le lasagne, ma decisivo è il sugo utilizzato come condimento base. Qui vi suggeriamo due varianti, parimenti apprezzate nella zona, ma se volete potete ricorrere a valide alternative di facile intuizione. Come in altre occasioni non vi suggeriamo le dosi perché potete seguire i vostri gusti personali, con l'unica avvertenza di non strafare negli ingredienti aggiuntivi e di dosare bene il ragù in funzione della quantità di pasta.
Per la prima ricetta seguite queste indicazioni: in un tegame abbastanza capace fate soffriggere carne di maiale magra nel grasso di prosciutto (in alternativa usate dell'ottimo olio extravergine di oliva), facendola ben rosolare insieme a un trito di carota, sedano e cipolla. Successivamente aggiungete polpa di pomodoro e regolate di sale e pepe. Dal bollore tenete la cottura a fuoco moderato per un paio d'ore, aggiungendo acqua calda in caso di necessità. A cottura ultimata sgocciolate la carne e tritatela in maniera grossolana, aggiungendola nuovamente al sugo e continuando la cottura fino a fare raggiungere la giusta densità al ragù. 
Lessate la pasta e dopo averla ben scolata predisponete il tutto per la preparazione in una teglia ben oliata. A seconda del tipo di pasta utilizzato potete optare per la preparazione a strati, alternando la pasta e il ragù con gli altri ingredienti o scegliere di mescolare a parte questi ultimi con la pasta e poi versare in teglia. Alla pasta ben condita con il ragù aggiungerete fette di uova lessate e abbondante formaggio grattugiato, con il quale alla fine coprirete il tutto in maniera da assicurarvi una gustosa crosticina. Mettete in forno a 180-200 gradi per circa 40 minuti e servite ben caldo.
Se volete potete aggiungere a piacere altri ingredienti quali formaggi a pasta filata, salame o mortadella di Bologna a pezzettini, capperi, abbondante basilico, etc. In questo caso consigliamo di utilizzare formati di pasta tipo maccheroncini, penne, sedani, ecc. 
Una delle varianti che troviamo molto appetitosa è quella che prevede l'aggiunta di melanzane. Preparate un classico ragù utilizzando carne trita bovina, trito di verdure, salsa di pomodoro e vino bianco per sfumare. Predisponete a parte le melanzane per la frittura, facendole spurgare del loro liquido e poi friggetele in ottimo olio extravergine. Aggiungete alla pasta condita col ragù abbondante “tuma” a pezzettini o provola dei Nebrodi, pecorino grattugiato, mortadella di Bologna, fette di uova lessate, basilico e naturalmente le melanzane fritte. Consigliamo di aggiungere un ultimo strato di melanzane e di coprirle con formaggio grattugiato o provola a fettine sottili prima di mettere in forno. 
 
                                                                                                                   Stefania e Pietro
*  Sciusceddu
 
 
 
 
 
 
 
Sciusceddu
Ingredienti:
· 1 litro di brodo di carne o pollo
· 400 gr. di carne di vitello tritata
· 600 gr.di ricotta
· 7 uova
· parmigiano
· formaggio stagionato locale
· prezzemolo
· mollica di pane
 
'U sciuscieddu è una tipica minestra, che taluni ritengono abbia origini francesi, ma che in ogni caso ha trovato ottimo accoglimento in terra di Sicilia, soprattutto nel periodo pasquale.
Occorre un litro di ottimo brodo di carne o di pollo, 400 gr di carne di vitello tritata, 600 gr di ricotta fresca, 7 uova, 100 gr di parmigiano o formaggio stagionato locale, un mazzetto di prezzemolo. La carne va impastata con un uovo, parte del parmigiano, il prezzemolo tritato ed un po' di mollica di pane bagnata, come nella preparazione delle più classiche polpette. Con l'impasto ottenuto si preparano delle polpettine che vanno cotte lievemente nel brodo, in un tegame dai bordi alti e a fiamma bassa finché il brodo non diventa bollente.
In una terrina si scioglie la ricotta insieme ai tuorli, il sale, il pepe, il rimanente parmigiano ed i bianchi d'uovo battuti a neve. Quando il brodo è bollente va aggiunta con delicatezza la ricotta, senza mescolare, in modo che ricopra tutta la superficie del tegame. Il tegame va lasciato sul fuoco lento per qualche minuto e poi va infornato ad alte temperature per almeno 15 minuti. Il piatto va servito caldo. 
Una variante povera del piatto, consiste nel far cuocere completamente nel brodo le palline di carne, aggiungendo in tempo prima della cottura della pastina per minestre secondo le proprie preferenze. Si serve calda con l'aggiunta di formaggio grattuggiata.
 
                                                                                                                   Stefania e Pietro
 
 
 
 
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     Pasta con le sarde